045 766 0621 info@sacrocuorelocara.it Lezioni lun–ven 8:00–16:00 Doposcuola per le elementari 1927–2027: verso i 100 anni

Il nostro metodo

Alla Sacro Cuore non si parte da un piano annuale fisso. Si parte dai bambini: da quello che le insegnanti e le educatrici osservano, da quello che li incuriosisce, dalle domande che fanno.

Il modello CARE

CARE è il progetto promosso dalla FISM che raccoglie in quattro parole l’idea di infanzia su cui lavorano ogni giorno le nostre insegnanti ed educatrici.

  • Curiosità

    Una mattina dopo la pioggia, una bambina di due anni e mezzo si ferma sul vialetto con una lumaca nel palmo. In pochi secondi mezza sezione le è intorno. Invece di dire “rimettila giù”, l’educatrice si inginocchia accanto a loro: nascono due settimane dedicate alle lumache.

    La curiosità non viene intrattenuta: viene seguita.

  • Autonomia

    Al Nido, durante il lavaggio delle mani, un bambino scopre che battere il palmo sull’acqua fa schizzi. Nei giorni dopo, in un angolo dell’aula, compaiono bacinelle, spugne e bicchierini da riempire e svuotare.

    L’autonomia nasce nella routine più minuta: versarsi l’acqua, riporre il proprio bicchiere, prendersi cura di una pianta.

  • Relazioni

    Il primo giorno un bambino resta sulla soglia, la mano stretta a quella del papà. È una bambina che frequenta già da un anno ad avvicinarsi: “Vieni, ti faccio vedere dove si mettono le scarpe.”

    Accoglienza, momenti tra sezioni di età diverse, continuità tra Nido e Infanzia: e un Comitato di genitori che tiene insieme la comunità attorno alla scuola.

  • Esperienza

    In autunno un gruppo di bambini di quattro anni torna dal giardino con le tasche piene di foglie. Nasce “Il bosco in classe”: foglie classificate per colore e forma, un piccolo bosco nell’atelier, una storia inventata insieme e raccontata ai genitori.

    Si impara facendo, non ascoltando.

I 100 linguaggi

Ogni bambino ha molti modi per esprimersi e costruire conoscenza, non solo la parola. Il compito della scuola è riconoscerli tutti, senza considerarne uno solo come quello “vero”. Nella stessa attività se ne intrecciano quasi sempre più d’uno.

I linguaggi, con un esempio al Nido e uno all’infanzia
LinguaggioDi cosa si trattaAl NidoAll’infanzia
CorporeoMuoversi, il gesto, l’equilibrioPercorso a ostacoli morbidiGioco-danza a tema stagionale
Grafico-pittoricoSegno, colore, immagineDisegno a dita con colore alimentareAutoritratto con tecniche miste
Plastico-manipolativoModellare, costruire con le maniPongo fatto in casa con farina e saleCostruzioni con materiali di recupero
Musicale-sonoroSuono, ritmo, ascoltoStrumenti fai-da-te, come bottiglie con il risoPiccola orchestra di sezione
Verbale-narrativoParola, racconto, ascolto di storieCanzoncine e filastrocche ripetuteInvenzione collettiva di una storia
SimbolicoFar finta, immedesimarsiIl gioco del “cucinare”L’angolo del mercato o della posta
Logico-matematicoContare, classificare, misurareInfilare perle grandi in ordineClassificare foglie, misurare con unità inventate
NaturalisticoOsservare la natura, sperimentareOrto in vasoOrto in giardino, esperimenti con acqua e ghiaccio
  • L’ombra gigante di una piumaL’ombra gigante di una piuma
  • Piume sulla lavagna luminosaPiume sulla lavagna luminosa
  • Riempire e svuotare i bicchieriRiempire e svuotare i bicchieri
  • Rami di quercia carichi di ghiandeRami di quercia carichi di ghiande

La programmazione in itinere

La programmazione si costruisce e si aggiorna durante l’anno, non prima. Un ciclo che si ripete più volte, e che le famiglie possono seguire nel diario di sezione.

  1. Osservare

    L’educatrice o l’insegnante osserva il gioco spontaneo, le domande, gli interessi che emergono.

  2. Documentare

    Quello che si osserva finisce nel diario di sezione: poche righe, frasi dette dai bambini, una foto commentata.

  3. Ipotizzare

    Il team di sezione si chiede: cosa possiamo costruire a partire da questo interesse?

  4. Sperimentare

    Si propone un’attività, un laboratorio, un percorso, pronti a cambiare rotta se l’interesse va altrove.

  5. Rivedere

    A fine percorso si torna sull’esperienza: cosa è rimasto ai bambini, cosa apre per il passo successivo.

Il filo delle stagioni resta sullo sfondo, non è un vincolo: se in pieno inverno nasce un interesse fortissimo per i dinosauri, si segue quello.

L’ambiente, terzo educatore

Lo spazio è pensato per invitare il bambino a esplorare anche senza una proposta diretta dell’adulto. Ogni sezione ha alcuni angoli fissi nella funzione, che cambiano nei dettagli anno dopo anno:

  • Un angolo morbido, per il riposo e la relazione a tu per tu
  • Un angolo per i travasi e l’esplorazione sensoriale
  • Un angolo simbolico, la casetta, il mercato o la posta, che cambia con gli interessi del gruppo
  • Un atelier grafico-plastico sempre accessibile
  • Un angolo biblioteca, con pochi libri esposti di copertina, per scegliere da soli
  • Uno spazio esterno curato, usato tutto l’anno e non solo nelle belle giornate

Preferiamo materiali naturali e di recupero, legno, sassi, pigne, tappi, stoffe, ai giocattoli con un solo uso possibile: uno stesso tappo si conta, si impila, diventa cibo per finta o parte di un collage.

L’adulto: una regia leggera

L’educatrice e l’insegnante non stanno davanti a spiegare, ma a fianco a osservare.

  • Prepara il contesto, spazio, materiali e tempo, più che spiegare.
  • Fa domande aperte: “cosa succede se…?”, “tu cosa ne pensi?”.
  • Osserva più di quanto parli, e lo annota.
  • Interviene per sostenere un’esplorazione che si blocca, non per dirigerla.
  • Tratta l’errore e il tentativo che non riesce come parte normale della scoperta.

Vedere il metodo dal vivo

Il modo migliore per capire come lavoriamo è vedere una giornata: la trovate raccontata passo per passo, con le foto.